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sabato 26 marzo 2011

Lugar para la Libertad


Venerdì scorso  ho pedalato fino al Sacro Monte approfittando di una giornata primaverile.
Da un lato volevo testare la mia forza di volontà e la mia forza fisica affrontando una salita abbastanza impegnativa,almeno per me,privo di un allenamento specifico.
Da un altro lato ho dato sfogo alla tensione che si accumula durante la settimana;mi sono accorto che il dover stare chiuso in ambienti chiusi e caratterizzati dall'aroma di ascella sudata  misto ad aria viziata mi porta a riflettere sulla bontà delle mie scelte.Sto facendo la cosa giusta?perdo tempo?
C'è un po' di invidia per chi ha la possibilità di volare via ,migrando verso lidi più favorevoli. Senza dover fare troppi conti senza farsi troppe domande.
Dopo una settimana di lavoro avrei voluto ripetere la mia impresa ciclistica ma il tempo a mia disposizione era contato quindi ho scelto il basket.
Dopo aver studiato le misure alternative alla detenzione  ho potuto apprezzare un po' di più rispetto al solito la libertà di poter scegliere come investire il mio tempo,anche solo stando all'aria aperta buttando una palla in un anello di ferro attaccato ad muro

(venerdì scorso anche la mia bici si è appoggiata alla ringhiera per prendere fiato)

giovedì 17 marzo 2011

Viva L'Italia


Sicuramente uno degli aspetti che mi ha colpito di più per questa festività legata al 150° anno di unità d'Italia è la massiccia presenza di bandiere tricolori affisse alle finestre e ai balconi della mia città ("padana" ).
In genere un simile spettacolo e un simile sentimento di unità si ha solo in occasione degli eventi calcistici (fino a quando l'Italia non è eliminata,poi basta!)
Sarebbe bello che le bandiere fossero costantemente parte integrante delle città della penisola ,da Vipiteno fino a Lampedusa,lasciando da parte stupidi campanilismi.Un po' come quando gioca la nazionale.In ltri termini essere orgogliosi di essere ITALIANI non solo oggi ,ma anche domani e dopo.La bandiera simboleggia un po' questo.Per la bandiera si vive ,si muore.Per avere una bandiera e per proteggerla si combatte.
Abbiamo la fortuna di averla ereditata,tocca a noi serbarla.E difenderla.

Il mio (piccolo ) contributo è visibile:dal 2003 , il mio tricolore saluta la città

(nella foto :festeggiamenti per la vittoria mondiale a Berlino per le vie di Varese,2006)

sabato 12 febbraio 2011

mercoledì 7 ottobre 2009

Grand Hotel Campo dei Fiori Di Varese


Il Grand Hotel Campo dei Fiori è l’esempio più rappresentativo della grande stagione del liberty varesino, firmato da Giuseppe Sommaruga. Il Campo dei Fiori divenne a partire dalla fine dell’ ‘800 una rinomata località turistica. Nel 1865 Varese venne collegata a Milano dalla ferrovia, che favorì l’afflusso di visitatori e pellegrini al Sacro Monte, il quale a sua volta nel 1895 fu raggiunto dalla funicolare Varese-Prima Cappella. A partire da quel momento si cominciarono a costruire diverse ville mentre un numero sempre crescente di visitatori giungeva da Milano in treno e proseguiva con le funicolari, che nel 1911 arrivavano quasi in vetta al Monte Tre Croci. Qui, nell’ambito di un ambizioso progetto di valorizzazione turistica ideato all’inizio del XX° secolo, l’architetto principe del liberty, Giuseppe Sommaruga, eresse nel 1907-1912 il grandioso complesso (albergo, ristorante e stazione della funicolare) del Grand Hotel, riuscendo ad adattare il suo progetto all'ambiente montano, rispettandolo e nel contempo trasformandolo profondamente. L’impianto planimetrico dell’edificio (un corpo centrale proteso verso valle e due ali asimmetriche a livelli sfalsati) si qualifica per l’invenzione dei due possenti arconi che reggono la hall, dove compaiono i più peculiari oggetti decorativi del Sommaruga; poco oltre è il corpo del ristorante, raffinato esercizio distributivo di volumi e aperture, tutte giocate in senso panoramico. Oggi il complesso è abbandonato e visibile solo dall’esterno; l’albergo ebbe la sua grande stagione da prima della Grande Guerra fino alla seconda guerra mondiale; cadde in crisi nel dopoguerra e fu chiuso negli anni cinquanta del ‘900.
(dalla guida "Varese e provincia", TCI)

Il Grand Hotel è oggi "gestito" da privati, che come ben si può notare si sono rivolti a varie compagnie telefoniche e radiotelevisive per l'utilizzo della struttura, che funge da "supporto industriale".



Questo è un estratto dal sito

Nato con l'intento di cercare di salvare il grand hotel dallo stato di degrado in cui versa ormai da decenni.Sarebbe bello per i varesini e per Varese ridare lustro a questo gioiello architettonico,cercando così anche di sviluppare una certa forma di turismo latente nel nostro(rectius :mio) territorio,come avveniva durante gli anni venti /trenta ,periodo in cui l'hotel raggingse l'apice della propria notorietà.Tuttavia i termini "Varese" e "Turismo" sono chiaramente antinomici ,tuttavia anche un piccolo gesto può permettere di superare questo impasse.Come fare?
Visitate il sito testè indicato e nella sezione contatti,se siete interessati,aderite alla petizione e poi ...fate girare la voce!

Concludo sottolineando che l'iniziativa è da attribuire,con i relativi meriti, alla web admistrator del sito,io ,nel mio piccolo,cerco di far pubblicità.
Visitate il sito

Per poter ammirare alcune immagini dell'edifico

domenica 16 novembre 2008

Come si propaga il suono?



estratta da Velocità Relative Silver Award Scienza

La velocità del suono ai tempi di Marsenne era una velocità molto grande. Allora in una corsa di cavalli si raggiungeva la velocità massima di 60 chilometri all’ ora, ben lontana da quelle dei i mezzi di locomozione dei nostri giorni. Gli aerei viaggiano a velocità vicine, e talvolta anche superiori, alla velocità del suono. Ma procediamo per ordine.

Cosa è il suono? Come si propaga?
Facciamo un piccolo esperimento.

Se percuotiamo l’orlo di un bicchiere con la lama di un coltello, otterremo un suono, e nello stesso tempo potremo, toccando il bicchiere, sentire che esso vibra. Il suono è dovuto alle vibrazioni dei corpi elastici, del vetro in questo caso. Le vibrazioni del vetro si trasmettono all’aria e arrivano poi al nostro orecchio. Il nostro orecchio è capace di percepire le vibrazioni sonore purché esse non siano meno di 16 al secondo e non siano più di 40.000 al secondo. Una caratteristica del suono è che nel vuoto non si trasmette. Ha bisogno di una sostanza elastica in cui la sua onda può propagarsi. Le celesti armonie non sono udibili nello spazio vuoto!Avevamo detto che alcuni aerei moderni possono superare la velocità del suono.
Cosa accade allora?
Quando l’aereo si muove a velocità più basse di quella del suono le onde si allargano in tutte le direzioni e si allontanano dal corpo dell’aereo.
Quando invece l’aereo procede a velocità maggiore di quella del suono nell’aria, le onde che partono dal muso dell’aereo sono compresse, quelle che partono dalla coda si allargano. Pensiamo a un motoscafo, anche esso si sposta più velocemente delle onde che genera, le onde invece di allargarsi attorno all’imbarcazione si dispongono a triangolo con il vertice sulla prua del motoscafo. Come le onde di un motoscafo arrivano a riva dopo che il motoscafo e’ transitato, così il cono di onde sonore viene trascinato dall’aereo e si allarga sulla sua coda. A terra le onde sonore ci arrivano con ritardo e percepiamo il rumore dopo che l’aereo è passato sulla nostra verticale.
E’ il booom..il superamento della barriera del suono. Al momento del superamento della velocità del suono, in particolari condizioni di umidità la compressione delle onde sonore può provocare la formazione di nuvole di vapore. Questa eccezionale foto è stata ripresa nel 1999, l’aereo è un Hornet F/18 nel momento in cui supera la barriera del suono.

giovedì 25 settembre 2008